Martedì 28 luglio 2026, alle ore 20.30, presso la chiesa campestre dei Santi Nazaro e Celso in località Pluda a Leno, si terrà la tradizionale celebrazione in onore dei Santi Nazaro e Celso, ricordati dalla Chiesa cattolica proprio il 28 luglio. Nazaro e il suo giovane discepolo Celso, martiri del I secolo d.C., furono tra i primi diffusori del cristianesimo nell’Italia settentrionale e la loro memoria è rimasta profondamente radicata in numerose comunità del territorio.
La Santa Messa sarà presieduta da Mons. Alfredo Savoldi, parroco dell’Unità Pastorale San Benedetto di Leno, e concelebrata da Don Giancarlo Pasotti.
La ricorrenza rappresenta anche un’occasione per riscoprire la storia di uno dei luoghi più significativi della campagna lenese. Le indagini archeologiche condotte tra il 2007 e il 2008 hanno infatti evidenziato come l’area fosse già abitata in epoca romana: sotto l’attuale edificio sacro sono emersi i resti di una vasta villa rustica databile tra il I e il IV secolo d.C., testimonianza dell’antica vocazione agricola del territorio.
La chiesa che oggi conosciamo è il risultato di una lunga evoluzione storica. Si tratta infatti della terza ricostruzione di un edificio di culto le cui origini risalgono almeno al V secolo. Sebbene le fonti documentarie siano scarse e spesso limitate agli atti delle visite pastorali, è certo che per secoli questo luogo abbia costituito un punto di riferimento per gli abitanti delle cascine circostanti. Qui trovavano accoglienza e occasioni di incontro le famiglie della zona; qui aveva sede la casa del cappellano eremita e qui si riunivano i bambini della vicina scuola rurale per il catechismo domenicale.
Negli ultimi anni la chiesa è stata oggetto di un importante intervento di recupero e valorizzazione promosso dalla Fondazione Dominato Leonense, in collaborazione con Cassa Padana BCC e con gli abitanti della località Pluda. Accanto al restauro dell’edificio, il lavoro condiviso con i volontari della Zona dei Santi Nazaro e Celso ha perseguito un obiettivo più ampio: conservare e tramandare il patrimonio di tradizioni, memorie e relazioni che da secoli ruota attorno a questo luogo.
L’appuntamento del 28 luglio si inserisce proprio in questo percorso di valorizzazione, offrendo alla comunità l’opportunità di ritrovarsi in un contesto che unisce storia, identità locale e tradizioni ancora vive nel tessuto sociale del territorio.



